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Metodologia Agile: La Madre dei Draghi oppure Tutte le Metodologie Flessibili

La sto­ria di Agile affon­da le radi­ci nel­la pub­bli­cazione del Man­i­festo per lo Svilup­po del Soft­ware Agile”, com­pos­to da 12 prin­cipi fon­da­men­tali nel 2001. Sen­za dub­bio, alcu­ni approc­ci Agile era­no già appar­si pri­ma di allo­ra, ma solo questo doc­u­men­to ha sis­tem­atiz­za­to e defini­to tali aspet­ti a tal pun­to da essere uti­liz­z­abili. Anno dopo anno, nuove aziende, spe­cial­isti IT e project man­ag­er si atten­gono al Man­i­festo. Emer­gono nuovi meto­di e ver­sioni del sis­tema di svilup­po agile.

Cos’è la metodolo­gia Agile (flessibile)?

Agile è un mod­el­lo di svilup­po inter­at­ti­vo in cui il soft­ware viene cre­ato in modo incre­men­tale fin dal­l’inizio di un prog­et­to, a dif­feren­za dei mod­el­li a cas­ca­ta in cui il codice viene con­seg­na­to al ter­mine del ciclo di lavoro.

La metodolo­gia flessibile si basa sul­la sud­di­vi­sione dei prog­et­ti in pic­coli pezzi oper­a­tivi chia­mati sto­rie utente. In base alle pri­or­ità, i com­pi­ti ven­gono risolti all’in­ter­no di bre­vi cicli di due set­ti­mane (iter­azioni).

I 12 prin­cipi che cos­ti­tu­is­cono la Metodolo­gia Agile pos­sono essere rias­sun­ti in 4 idee principali:

  • Pri­or­ità alle per­sone e alla comu­ni­cazione rispet­to a stru­men­ti e processi;
  • Pri­or­ità a un prodot­to fun­zionale rispet­to a una doc­u­men­tazione abbondante;
  • Pri­or­ità alla col­lab­o­razione con i cli­en­ti rispet­to alla con­fer­ma dei contratti;
  • Pri­or­ità alla disponi­bil­ità ai cam­bi­a­men­ti rispet­to al seguire il piano iniziale.


Meto­di pro­pri di Agile:

Scrum

Il ter­mine Scrum è sta­to pre­so in presti­to dal rug­by, dove ques­ta paro­la sig­nifi­ca il meto­do di gio­co di squadra in cui tre linee ven­gono for­mate da cias­cun avver­sario che ten­ta di affer­rare la pal­la. Per un ri-approc­cio rius­ci­to, non solo è essen­ziale una buona for­ma fisi­ca: ogni gio­ca­tore scrum deve agire di con­cer­to con gli altri, con chiara con­sapev­olez­za dell’obiettivo.

Questo meto­do è uti­liz­za­to con suc­ces­so da aziende come Microsoft, Yahoo, Siemens Health­care. Un project man­ag­er di Ama­zon ha persi­no descrit­to un caso di intro­duzione di Scrum basato sull’esperienza acquisita.

Poiché Scrum è un frame­work per lo svilup­po, ogni esem­pio che segue può dif­ferire dal precedente.


Jeff Suther­land, l’au­tore del libro Scrum. L’arte di fare il doppio del lavoro in metà tem­po”, ha dis­tin­to 8 pas­sag­gi per uti­liz­zare la metodologia:

  1. Selezionare il prod­uct own­er che è con­sapev­ole del­l’o­bi­et­ti­vo del prog­et­to e del risul­ta­to atteso.
  2. Orga­niz­zare un team — fino a 10 per­sone con le com­pe­ten­ze nec­es­sarie per creare un prodot­to operativo.
  3. Nom­i­na il Scrum mas­ter che super­vi­sion­erà il flus­so di lavoro del prog­et­to e assis­terà il team di prog­et­to nel­l’af­frontare le sfide.
  4. Creare il prod­uct back­log — per cias­cun req­ui­si­to del prodot­to, sta­bilire pri­or­ità nel­la board Agile. In questo proces­so, il ruo­lo del prod­uct own­er è essen­ziale, poiché rac­coglie le richi­este per il prodot­to affinchè il team di back­log le valuti.
  5. Pro­gram­mare sprint (iter­azioni) — fram­men­ti di tem­po per com­pletare catene def­i­nite di compiti.
  6. Orga­niz­zare incon­tri quo­tid­i­ani di quindi­ci minu­ti — chiedere a cias­cun mem­bro del team 3 domande: cosa ha fat­to ieri, cosa farà oggi, cosa osta­co­la il com­ple­ta­men­to del compito.
  7. Effet­tuare revi­sioni delle par­ti oper­a­tive del prodot­to — coin­vol­gen­do gli stake­hold­er in tali revisioni.
  8. Tenere ret­ro­spet­tive — dis­cus­sione sui prob­le­mi con ricer­ca di soluzioni dopo ogni sprint. Appli­care il piano di mod­i­fi­ca risul­tante nel suc­ces­si­vo sprint.

Ret­ro­spet­ti­va in Agile


Scrum ha 4 ele­men­ti chiave:

  • Prod­uct Back­log — elen­co dei req­ui­si­ti per il progetto 
  • Sprint Back­log — elen­co dei req­ui­si­ti da sod­dis­fare nel­l’im­mi­nente sprint 
  • Sprint Goal — obi­et­ti­vo del­lo sprint
  • Sprint Burn­down Chart — il dia­gram­ma che viene aggior­na­to man mano che i com­pi­ti ven­gono com­ple­tati. Facili­ta la com­pren­sione del­la dinam­i­ca e del liv­el­lo di avan­za­men­to del team nel progetto.

eXtreme Pro­gram­ming (XP)

Kent Beck, lo svilup­pa­tore di ques­ta metodolo­gia, ha cre­ato un meto­do di pro­gram­mazione estrema mira­to a rispon­dere ai req­ui­si­ti soft­ware volatili e a miglio­rare la qual­ità del­lo sviluppo.

È applic­a­bile solo nel cam­po del­lo svilup­po soft­ware e si basa su 4 processi:

  1. cod­i­fi­ca — sec­on­do gli stan­dard di lay­out comu­ni del team;
  2. test — i test ven­gono sostanzial­mente creati dai pro­gram­ma­tori pri­ma di scri­vere un codice che ver­rà testato;
  3. piani­fi­cazione — sia per la build finale che per le sin­gole iter­azioni. Queste ultime avven­gono medi­a­mente ogni due settimane.
  4. audizione — sia degli svilup­pa­tori che di un cliente, per elim­inare pun­ti poco chiari e definire req­ui­si­ti e valori.


Metodolo­gie Crystal

Ques­ta famiglia di metodolo­gie svilup­pa­ta da Alis­tair Cock­burn, uno degli autori del Man­i­festo per lo Svilup­po del Soft­ware Agile”, è poco conosci­u­ta in alcu­ni domi­ni locali del­la ges­tione di prog­et­ti. Cock­burn pro­pone di fare la clas­si­fi­cazione per col­ori, basa­ta su un cri­te­rio come il numero di per­sone in un team: da 2 (Crys­tal Clear) a 100 (Crys­tal Red). I col­ori Mar­rone, Blu e Vio­la sono asseg­nati a prog­et­ti su larga scala.

I prog­et­ti Crys­tal devono con­for­mar­si a 3 carat­ter­is­tiche di base:
  1. spedi­zione veloce del codice oper­a­ti­vo — evoluzione del­l’idea per il mod­el­lo iter­a­ti­vo nel­lo svilup­po Agile.
  2. miglio­ra­men­to tramite rif­les­sione — una nuo­va ver­sione soft­ware viene miglio­ra­ta sul­la base delle infor­mazioni sul­la ver­sione precedente.
  3. inter­azione osmot­ic” — inno­vazione di Alis­tair, una metafo­ra per comu­ni­cazione e scam­bio di infor­mazioni tra svilup­pa­tori soft­ware all’in­ter­no di una stes­sa stanza.

Ques­ta famiglia di metodolo­gie è descrit­ta in det­taglio nel libro Crys­tal Clear: A Human-Pow­ered Method­ol­o­gy for Small Teams” di Alis­tair.


Metodolo­gia di Svilup­po Soft­ware Dinam­i­co (DSDM)

Non solo una sin­go­la per­sona, né una squadra, ma un con­sorzio di 17 aziende bri­tan­niche ha lavo­ra­to allo svilup­po di DSDM. Pro­prio come la pro­gram­mazione estrema, DSDM è uti­liz­za­to prin­ci­pal­mente per creare software.

Il con­suma­tore finale (utente) ha un ruo­lo spe­ciale nel proces­so di svilup­po. Questo prin­ci­pio fon­da­men­tale è inte­gra­to dai seguen­ti prin­cipi di base:

  • rilas­ci fre­quen­ti delle ver­sioni oper­a­tive del prodotto
  • autono­mia degli svilup­pa­tori nelle decisioni
  • test durante tut­to il ciclo di lavoro.
DSDM è sud­di­vi­so in ver­sioni che ven­gono aggior­nate man mano che le tec­nolo­gie si svilup­pano e appaiono nuovi req­ui­si­ti di svilup­po soft­ware. Attual­mente l’ultima è DSDM Atern rilas­ci­a­ta nel 2007, anche se la prece­dente (del 2003) è anco­ra in servizio.

All’inizio, il team con­sid­era la fat­tibil­ità del­lo svilup­po di un’ap­pli­cazione e il suo ambito di uti­liz­zo. Poi, il lavoro viene sud­di­vi­so in tre cicli interconnessi:

  1. ciclo del mod­el­lo fun­zionale — creazione di doc­u­men­ti analiti­ci e prototipi.
  2. ciclo di prog­et­tazione e ingeg­ne­r­ia — mes­sa in fun­zione di un sistema.
  3. ciclo di imple­men­tazione — dis­tribuzione del sistema.


Svilup­po Dri­ven dalle Carat­ter­is­tiche (FDD)

Ques­ta metodolo­gia è emer­sa anche pri­ma del Man­i­festo per lo Svilup­po del Soft­ware Agile”.
Sebbene FDD uti­lizzi anche il mod­el­lo di svilup­po iter­a­ti­vo, si dif­feren­zia da Agile nelle seguen­ti caratteristiche:

  • mag­giore atten­zione alla model­lazione preliminare
  • mag­giore (rispet­to ad Agile) sig­ni­fi­ca­to del­la stesura di report e grafici
  • la metodolo­gia è prog­et­ta­ta per lo svilup­po aziendale.

Svilup­po Dri­ven dalle Carat­ter­is­tiche si com­pone delle seguen­ti fasi cicliche:

  1. Creazione di un mod­el­lo gen­erale — visione del prog­et­to basa­ta su dati preliminari.
  2. Svilup­po di un elen­co di pro­pri­età — sim­i­le al prod­uct back­log nel­la metodolo­gia Scrum.
  3. Piani­fi­cazione per pro­pri­età — la com­p­lessità delle pro­pri­età viene val­u­ta­ta da cias­cun mem­bro del team.
  4. Per cias­cu­na pro­pri­età — design e imple­men­tazione tec­ni­ca – la fase finale al ter­mine del­la quale la pro­pri­età si inte­gra nel prodot­to, e il ciclo si ripete.

Svilup­po Soft­ware Snello

Lo Svilup­po Soft­ware Snel­lo è un insieme di prin­cipi di ges­tione snel­la (anziché una metodolo­gia) che mira­no ad aumentare l’ef­fi­cien­za del proces­so di svilup­po e a min­i­miz­zare i costi.

Questo insieme include i seguen­ti 7 prin­cipi fondamentali:

  1. elim­i­nazione delle perdite — tut­to ciò che non aggiunge val­ore al prodot­to per il con­suma­tore finale.
  2. for­mazione con­tin­ua — lo svilup­po con­tin­uo di un team miglio­ra le pos­si­bil­ità di adem­pi­men­to effi­ciente dei compiti.
  3. pren­dere deci­sioni il più tar­di pos­si­bile — si dà pri­or­ità a soluzioni delib­er­ate, ben svilup­pate e basate su conoscen­ze acquisite, piut­tosto che a quelle spontanee.
  4. con­seg­na rap­i­da — questo è sostanzial­mente il prin­ci­pio fon­da­men­tale del mod­el­lo iterativo.
  5. raf­forza­men­to del team — uno dei prin­cipi fon­da­men­tali del Man­i­festo…” affer­ma che le per­sone e le loro inter­azioni sono più impor­tan­ti di pro­ces­si e stru­men­ti. Un team di prog­et­to è la migliore garanzia per il com­ple­ta­men­to rius­ci­to dei compiti.
  6. integrità e qual­ità — è nec­es­sario real­iz­zare un prodot­to orig­i­nale di alta qual­ità per non spre­care tem­po e risorse in ulte­ri­ori test e cor­rezione di bug.
  7. visione di un quadro com­p­lessi­vo — un prog­et­to non può essere sud­di­vi­so in par­ti sep­a­rate sen­za com­pren­dere lo sta­to attuale del­lo svilup­po, così come le final­ità, il con­cet­to e le strate­gie del soft­ware sviluppato.


Ver­sioni delle metodolo­gie di svilup­po Agile

Model­lazione Agile (AM)

La Model­lazione Agile è un insieme di val­ori, prin­cipi e pratiche per la model­lazione software.
AM è uti­liz­za­to come un ele­men­to nelle metodolo­gie di svilup­po soft­ware com­plete — ad esem­pio, nel­la pro­gram­mazione estrema o nel­lo Svilup­po di Appli­cazioni Rapide.

La Model­lazione Agile ha le seguen­ti carat­ter­is­tiche fondamentali:
  • inter­azione effi­cace tra le par­ti inter­es­sate del progetto;
  • ricer­ca di svilup­pare la soluzione più sem­plice di tutte quelle pos­si­bili, che sod­dis­fi tut­ti i requisiti;
  • ricezione con­tin­ua di feedback;
  • cor­ag­gio di pren­dere deci­sioni e di esserne responsabili;
  • real­iz­zare di sapere asso­lu­ta­mente tutto.


Proces­so Uni­fi­ca­to Agile (AUP)

AUP è una ver­sione sem­pli­fi­ca­ta di un’al­tra metodolo­gia di svilup­po soft­ware — il Proces­so Uni­fi­ca­to Razionale (RUP). Dal 2012, è sta­to sos­ti­tu­ito dal Dis­ci­plined Agile Deliv­ery (DAD), ma AUP è anco­ra pre­sente qua e là.
Scott Ambler, l’au­tore del­la metodolo­gia, ha evi­den­zi­a­to i seguen­ti pun­ti chi­ave nel Proces­so Uni­fi­ca­to Agile:
  • Il tuo team sa cosa fa;
  • La sem­plic­ità viene pri­ma di tutto.
  • Con­for­mità ai prin­cipi del­la metodolo­gia di svilup­po flessibile.
  • Focus sulle attiv­ità di val­ore per il progetto.
  • Indipen­den­za nel­la scelta degli strumenti.
  • Con­fig­u­razione per­son­al­iz­za­ta di AUP per i req­ui­si­ti di un prog­et­to specifico.


Meto­do Dati Agile (ADM)

ADM è un insieme di metodolo­gie di svilup­po soft­ware iter­a­tive che enfa­tiz­zano la for­mazione dei req­ui­si­ti e delle soluzioni in un prog­et­to attra­ver­so la col­lab­o­razione di diver­si team. Come AUP, ques­ta metodolo­gia non è autonoma.

Il prin­ci­pio del Meto­do Dati Agile è defini­to da sei fondamentali:
  1. Dati — la base per la creazione di qual­si­asi applicazione.
  2. Prob­le­mi in un prog­et­to — pos­sono essere indi­vid­uati solo se l’o­bi­et­ti­vo del prog­et­to e il con­cet­to sono chiara­mente compresi.
  3. Grup­pi di lavoro — oltre al team base di svilup­pa­tori, ci sono grup­pi azien­dali che sup­por­t­ano altri grup­pi di lavoro.
  4. Unic­ità — non esiste metodolo­gia per­fet­ta, quin­di ogni prog­et­to richiede di com­bina­re stru­men­ti prove­ni­en­ti da metodolo­gie diverse.
  5. Lavoro di squadra — il lavoro con­giun­to è molto più effi­ciente del­l’at­tiv­ità individuale.
  6. Sweet spot” — ricer­ca del­la soluzione otti­male di un prob­le­ma (“sweet spot”) evi­tan­do estremi.

Proces­so Uni­fi­ca­to Essen­ziale (EssUP)

È sta­to svilup­pa­to da Ivar Jacob­son, uno scien­zi­a­to svedese, per miglio­rare il Proces­so Uni­fi­ca­to Razionale.


EssUP uti­liz­za il con­cet­to di prat­i­ca che include:

  • sce­nario d’u­so — descrizione del com­por­ta­men­to di un sistema.
  • svilup­po iter­a­ti­vo — creazione di pezzi oper­a­tivi del codice in bre­vi cicli nel­l’ar­co di poche settimane.
  • pratiche di team — mirate a unire il team e ad aumen­tarne l’efficienza.
  • pratiche pro­ce­du­rali — ad esem­pio, Pen­sa in grande, inizia in pic­co­lo” oppure Coin­vol­gi gli stake­hold­er nei pro­ces­si aziendali”.
In una for­ma o nel­l’al­tra, tutte le pratiche sono pre­sen­ti nelle metodolo­gie RUPCMMI, nonché nel­la metodolo­gia di svilup­po flessibile.

Get­ting Real (GR)

Ques­ta è una metodolo­gia effi­cace per start­up e team all’avvio, che sug­gerisce il mas­si­mo uti­liz­zo di carat­ter­is­tiche speci­fiche pro­prie di pic­coli prog­et­ti e aziende, come la mobil­ità, la flessibil­ità, la ricer­ca di nuove soluzioni, l’assen­za di una ger­ar­chia rigi­da e con­fusa, ecc. 
Jason Fried e David Hans­son, fonda­tori del­la 37signals Com­pa­ny (attual­mente Base­camp), han­no defini­to Get­ting Real come un sis­tema per risol­vere com­pi­ti fat­tibili, che è infine sem­plice, com­pren­si­bile e funzionale.

GR è un mix di una dozzi­na di stru­men­ti di svilup­po agile uti­liz­za­ti per min­i­miz­zare i seguen­ti aspetti:

  • alter­na­tive
  • opzioni e impostazioni
  • strut­tura aziendale
  • riu­nioni
  • promesse.
Una tale con­cezione stra­or­di­nar­ia non è diven­ta­ta main­stream, sebbene alcu­ni dei suoi ele­men­ti siano sta­ti fusi in altre metodologie. 

OpenUP (OUP)

Ques­ta è una metodolo­gia di svilup­po soft­ware indipen­dente dagli stru­men­ti e pri­va di una strut­tura rigi­da, che for­nisce tali pratiche:

  • mis­urare la veloc­ità di oper­azione del team;
  • tenere riu­nioni quo­tid­i­ane e ret­ro­spet­tive al ter­mine delle iterazioni;
  • con­cet­to di micropas­si e test antic­i­pati uti­liz­zan­do checklist;
  • metodolo­gia di Svilup­po Basato su Mod­el­li Agile (AMDD).
Queste pratiche ven­gono real­iz­zate sul­la base di quat­tro principi:

  1. ric­on­cil­i­azione degli inter­es­si e rag­giung­i­men­to del­la visione comune nel lavoro congiunto;
  2. miglio­ra­men­to con­tin­uo attra­ver­so feed­back costante;
  3. focus sul­l’ar­chitet­tura del­l’ap­pli­cazione nelle fasi iniziali per min­i­miz­zare i rischi;
  4. max­i­miz­zazione del val­ore per il con­suma­tore finale.




Indi­ca­tori Agile

Data la diver­sità degli stru­men­ti, delle pratiche, dei meto­di e delle metodolo­gie Agile, dob­bi­amo scegliere uno stru­men­to che ci aiu­ti a deter­minare quan­to siano effi­caci cias­cuno di essi. 
Le met­riche ven­gono uti­liz­zate come tale strumento.

Per la mag­gior parte dei prog­et­ti, queste 4 cat­e­gorie di met­riche saran­no sufficienti:

  1. Pro­dut­tiv­ità — si asso­cia alle met­riche Veloc­i­ty e WIP. La pri­ma potrebbe non adat­tar­si a tut­ti i prog­et­ti, poiché si misura il numero di com­pi­ti ese­gui­ti per iter­azione, ma le iter­azioni non sono uguali. La met­ri­ca Work-in-Progress definisce il lim­ite dei com­pi­ti in diverse fasi: e più è alto, peg­gio va;
  2. Pre­vi­sione — la met­ri­ca Capac­i­ty, che con­siste nel deter­minare il numero di ore per­fette disponi­bili nel prossi­mo sprint. Di con­seguen­za, è pos­si­bile capire la quan­tità di tem­po disponi­bile per il lavoro, il gra­do di effi­cien­za nel com­ple­ta­men­to dei com­pi­ti, così come piani­fi­care il numero di com­pi­ti per uno sprint;
  3. Qual­ità — ad esem­pio, l’indice di sta­bil­ità dei req­ui­si­ti che viene cal­co­la­to dal­la for­mu­la = (Numero totale di req­ui­si­ti azien­dali orig­i­nali + Numero di req­ui­si­ti alterati nel tem­po for­ni­to + Numero di req­ui­si­ti aggiun­ti + Numero di req­ui­si­ti sot­trat­ti) / (numero totale di req­ui­si­ti orig­i­nali). Ques­ta met­ri­ca è uti­liz­za­ta per deter­minare il tem­po spe­so nel rielab­o­rare i compiti;
  4. Val­ori — ques­ta met­ri­ca viene cal­co­la­ta indi­vid­ual­mente in ogni caso, a sec­on­da del for­ma­to del prog­et­to. Ad esem­pio, nel­la start­up AirBnb, il numero di foto di alta qual­ità scar­i­cate è sta­ta scelta come met­ri­ca per deter­minare il val­ore finale del prodot­to per gli uten­ti. Poiché questo numero aumen­ta­va, il numero di uten­ti cresce­va in proporzione.
Le regole applic­a­bili alle met­riche sono le stesse di quelle per altri stru­men­ti Agile.

Non esiste una sin­go­la met­ri­ca che sia uni­vo­ca­mente cor­ret­ta e per­ti­nente per il tuo progetto.


Le met­riche devono essere riv­iste con­tin­u­a­mente, quelle obso­lete devono essere elim­i­nate e nuove devono essere aggiunte all’oc­cor­ren­za. Dovreb­bero essere com­pren­sive e disponi­bili per l’in­tero team sen­za trasfor­mar­si in un obi­et­ti­vo in sé. Le met­riche per il solo gus­to delle met­riche sono una cat­ti­va soluzione.



Smontare Miti: Agile

La popo­lar­ità del­la metodolo­gia di svilup­po flessibile ha gio­ca­to un brut­to tiro e i miti su deter­mi­nati aspet­ti di Agile pos­sono essere visti anche su por­tali spe­cial­iz­za­ti. Fac­ciamo chiarezza!

Mito N.1: Agile si adat­ta a tut­ti i progetti.

Questo è il mal­in­te­so più asserti­vo. Un sin­go­lo meto­do Agile di per sé non apporterà val­ore al prodot­to, né motiverà il team.

Mito N.2: Agile sfa­vorisce la documentazione.

La metodolo­gia di svilup­po Agile non sfa­vorisce la doc­u­men­tazione, nega la doc­u­men­tazione come obi­et­ti­vo in sé. Quan­do si trat­ta di selezionare la doc­u­men­tazione come mez­zo di comu­ni­cazione, Agile favorisce effet­ti­va­mente la comu­ni­cazione personale.

Mito N.3: Agile e piani­fi­cazione sono incompatibili.

Questo mito è con­tes­ta­to da even­ti di piani­fi­cazione quo­tid­i­ani con stand-up di 10 minu­ti, così come da piani­fi­cazioni iter­a­tive che si svol­go­no ogni due set­ti­mane, riu­nioni sprint, ecc.

Mito N.4: Agile richiede molte rielaborazioni.

La metodolo­gia di svilup­po soft­ware Agile prevede la rielab­o­razione in due forme: rielab­o­razione dei req­ui­si­ti (gli uten­ti capis­cono ciò di cui han­no davvero bisog­no) e rielab­o­razione del soft­ware (i team di svilup­pa­tori trovano modi migliori per scri­vere e prog­ettare appli­cazioni). Ma questo è il caso che si incon­tra anche in altre metodolo­gie! Inoltre, una novità Agile come il mod­el­lo iter­a­ti­vo serve a ridurre l’in­fluen­za neg­a­ti­va del­la rielaborazione.



Van­tag­gi e svan­tag­gi del­l’u­so di Agile

Van­tag­gi:

  1. coin­vol­gi­men­to degli stake­hold­er — il team diven­ta più capace di com­pren­dere i req­ui­si­ti del cliente. Inoltre, la con­seg­na pre­coce e fre­quente del soft­ware aumen­ta la fidu­cia degli stake­hold­er nel team di prog­et­to e rende il coin­vol­gi­men­to nel prog­et­to più profondo.
  2. con­seg­na pre­coce e preved­i­bile — il mod­el­lo di svilup­po basato su iter­azioni (in bre­vi peri­o­di che van­no da 1 a 6 set­ti­mane) offre flessibil­ità e sti­mo­la il rilas­cio del prodotto.
  3. focus sul val­ore com­mer­ciale — col­lab­o­razione con il cliente assi­cu­ra che il team com­pren­da come ren­dere il prodot­to di val­ore per il con­suma­tore finale.
  4. miglio­ra­men­to con­tin­uo del­la qual­ità — test durante ogni iter­azione con la sud­di­vi­sione del­la build finale in par­ti sep­a­rate del codice oper­a­ti­vo facil­i­tano il miglio­ra­men­to e l’e­lim­i­nazione degli errori soft­ware pri­ma del rilas­cio del prodot­to finale.

Svan­tag­gi:

  • req­ui­si­ti rig­orosi per il team e i cli­en­ti — sen­za una stret­ta inter­azione tra il team di prog­et­to e gli uten­ti, è impos­si­bile garan­tire il rilas­cio di un prodot­to di alta qual­ità con alto val­ore. Inoltre, l’ab­bon­dan­za di stru­men­ti e meto­di Agile pre­sup­pone che il team deb­ba essere esper­to per la loro cor­ret­ta introduzione.
  • non adat­to per out­sourc­ing e per prog­et­ti in cui i parte­ci­pan­ti inter­agis­cono tra loro solo in modal­ità online.
  • il ris­chio che la ver­sione finale del soft­ware non ven­ga mai rilas­ci­a­ta — sor­pren­den­te­mente, questo svan­tag­gio deri­va da van­tag­gi di Agile come lo svilup­po iter­a­ti­vo e il miglio­ra­men­to con­tin­uo del prodotto.
  • fal­lisce sen­za una chiara visione degli obi­et­tivi azien­dali del prog­et­to — poiché un team Agile è guida­to dagli stake­hold­er, è impos­si­bile svilup­pare un prodot­to sen­za un obi­et­ti­vo e un con­cet­to chiara­mente definiti.

Appli­cazioni

Non tut­ti i servizi o pro­gram­mi di ges­tione prog­et­ti saran­no adat­ti per la ges­tione prog­et­ti basa­ta su Agile, poiché cias­cuno di essi ha le sue carat­ter­is­tiche specifiche. 

Se la tua azien­da è un’a­gen­zia di mar­ket­ing & pub­blic­ità, design, SEO o dig­i­tale, puoi uti­liz­zare il servizio saas di Work­sec­tion affinché l’in­tero team vi operi. Fino­ra siamo sta­ti rac­co­man­dati da COXO Dig­i­tal, Roy­al ® Adver­tis­ing e Prozorro.

Ecco un paio di sug­ger­i­men­ti per con­fig­u­rare Agile in Worksection:

  1. con­fig­u­rare tag e sta­ti che sono nec­es­sari per il lavoro nel­la tua azien­da. Gli sta­ti pos­sono essere: in cor­so, con­trol­lo, com­ple­ta­to, rielab­o­razione nec­es­saria, criti­co, fun­zion­al­ità, paga­men­to dovu­to. I tag spes­so sono: lay­out, test­ing, pro­duzione, con­cet­to, codice.
  2. creare il back­log del prog­et­to e lo sprint del progetto.
  3. creare com­pi­ti e check­list pre­lim­i­nari, schizzi, ecc. nel backlog.
  4. durante gli incon­tri, deter­minare i com­pi­ti del­lo sprint e trasferir­li dal back­log allo sprint. 
  5. uti­liz­zare l’ac­ces­so ospite dei cli­en­ti ai com­pi­ti in modo da avere sem­pre feed­back coor­di­na­to e per­ti­nente sul progetto. 
  6. con­trasseg­nare le per­sone respon­s­abili nei com­pi­ti affinché cias­cun col­le­ga sap­pia la sua area di respon­s­abil­ità e si sen­ta coin­volto nel­l’e­si­to del­lo sprint.




Verdet­to

Gra­zie alla metodolo­gia di svilup­po soft­ware agile, i pic­coli team di prog­et­to guadag­nano la mas­si­ma effi­cien­za. L’Ag­ile si real­iz­za attra­ver­so altri meto­di flessibili come Scrum, XP, Lean, ecc.

Non può essere imple­men­ta­ta in fret­ta, da un team ines­per­to, in un breve las­so di tem­po,
ma una vol­ta introdot­ta, Agile miglior­erà l’in­ter­azione tra IT e busi­ness, sti­mol­erà il rilas­cio del prodot­to sul mer­ca­to e aumenterà il val­ore del prodot­to per il con­suma­tore finale. 





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